Legalmente proibito vendere acqua minerale – Imbrocchiamola

IMG_8423

“Non c’è trippa per gatti”

Ogni volta che esco di casa leggo l’insegna di questo ristorante. E’ normale chiamare un ristorante di cucina macrobiotica “Non c’è trippa per gatti”?
Fatto sta, che la sera rientro a casa, parcheggio l’auto, e lo sguardo incrocia l’insegna. A dire il vero, oltre l’insegna, incrocia lo sguardo del proprietario, un omone di 46 chili che mi lancia occhiate di sfida. Tutte le volte la stessa scena, un piccolo mezzogiorno di fuoco. La tensione è palpabile. Ha capito sin dal primo giorno, vedendomi, che quel posto macro, ma soprattutto biotico, non è per me.

Intanto, in un piccolo paesino australiano, Bundanoon, è stata vietata la vendita, in negozi e supermercati, di acqua minerale in bottiglia. Questa decisione è volta a ridurre l’inquinamento provocato dall’imbottigliamento e dalla relativa distribuzione dell’acqua minerale.

Bundanoon è un piccolo paesino di 2500 anime a 150 km da Sydney, quindi, figuriamoci l’impatto che tutto questo può avere sull’ambiente. Nulla. La notizia però è stata eclatante ed ha fatto il giro del mondo in meno di 80 giorni, e  chissà se proprio grazie a queste 2500 anime animate, si riuscirà a fare qualche piccolo passo avanti su questo fronte.

A New York e San Francisco, l’acqua minerale in bottiglia è stata vietata negli uffici pubblici.
Imbrocchiamola“, è l’iniziativa avviata da Legambiente in collaborazione con Altraeconomia per promuovere l’uso dell’acqua del rubinetto nelle case, ristoranti, pizzerie e bar.

“Giovinotto, per cortesia, sarebbe così gentile da prendermi quella confezione d’acqua in alto a destra?”
“Certamente signora. Acqua della Madonna?”
“Sì, sono abituata, bevo solo quella”
” Ma nella pasta e faglioni, nel soffritto intendo, usa aglio o cipolla”?
“Da quando è morto mia marito uso aglio e cipolla. Lui l’aglio non lo digeriva”
“Aglio e cipolla, quindi.”

Condividi l'articolo:
  • Facebook
  • Tumblr
  • Digg
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • FriendFeed
  • LinkedIn
  • Live
  • MySpace
  • Technorati
  • Tipd
  • Twitter
  • Wikio
  • Print

Related posts:

  1. Pipì nella vasca per salvare la foresta E’ ufficiale. Si può fare pipì sotto la doccia, anzi, si deve. Una O.N.G. brasiliana...

Tags: ,

9 Comments to “Legalmente proibito vendere acqua minerale – Imbrocchiamola”

  1. E’ da un po’ che penso di lasciare l’acqua imbottigliata e comprarmi i filtri.

    Aglio e cipolla, quindi.

  2. Orgoglioso filtratore da oltre quattro anni!

  3. Senza filtro, grazie.

  4. Mia madre e’ arrivata a 90 anni bevendo vino e acqua da rubinetto.
    Anch’io bevo acqua da rubinetto e ne ho 67.

  5. Sarà, ma io la differenza di gusto tra l’acqua in bottiglia e quella del rubinetto lo sento. Se la mettiamo sul piano della salute non credo ci siano problemi a bere quella del rubinetto. Filtri? Ma per filtrarla da che?

  6. Filtri = parola semplice per “addolcitori”

    L’acqua dell’acquedotto, seppure chiaramente sanissima (più di quella in bottiglia, in quanto sottoposta ad un regime di controlli più severo e a norme più stringenti circa le percentuali di sostanze pericolose disciolte), in certe zone è troppo calcarea (troppo dura), ed alla lunga potrebbe comportare problemi renali come calcoli.

  7. ciao Frankie :-),grazie della segalazione. Per me sarà un sacrificio, ma se si deve fare, mi adeguerò. A me piacciono le acque più dolci possibili, calcare zero, non faccio nomi di etichette per non fare pubblicità :-). Sicuramente per il rubinetto ci vorrà un filtro, secondo me per berla, è meglio che sia filtrata. Ma non si potrà nemmeno portare una bottigliettà in borsa? e per bere? come faremo? alal prima fontanella, ci metteremo con le mani a bere? ahha divertente.

  8. Io è da tempo che mi ostinerei a bere esclusivamente il mix di calcare e cloro che esce sanissimo dal rubinetto, anche per non trasportare casse in continuazione (i cammelli mi fanno una pippa), se non fosse per mia sorella che ogni tanto si ostina a comprare quella imbottigliata (frizzante poi, mah).

Leave a Reply