A spezzare “sole, cuore, amore”, arrivò negli anni settanta il movimento “beat”.
“I Giganti”, proponevano di mettere fiori nei cannoni, mentre “Contessa” di Paolo Pietrangeli, veniva urlata in tutti i cortei del ‘68.
Guccini ammazzava Dio, mentre Iannacci, grazie alla sua ironia, sparava a zero su tutti. De Andrè e Rino Gaetano stavano crescendo in fretta.
Negli “States”, si sentiva sempre più forte la voce del vero musicista “beat”, Bob Dylan.
Magnifico il Concerto per il Bangladesh al Madison Square Garden di New York. Si trattava di un grande evento musicale, organizzato da George Harrison, per raccogliere fondi a favore delle popolazioni del Bangladesh decimate dalla carestia.
Al concerto prendono parte nomi come Ringo Starr, Eric Clapton, Billy Preston, Ravi Shankar oltre naturalmente allo stesso George Harrison. E’ considerato il primo esempio di concerto organizzato per raccogliere fondi a scopo benefico (1971). Fino a pochi minuti dall’inizio non era sicura la performance di Dylan, che invece fece il suo ingresso, cosi:
Quante strade deve percorrere un uomo
Prima di poter essere chiamato uomo?
Si, e quanti mari deve navigare una bianca colomba
Prima di dormire nella sabbia?
Si, e quante volte devono volare le palle dei cannoni
Prima di essere bandite per sempre?
La risposta, amico, soffia nel vento
La risposta soffia nel vento
(Blowing in the Wind)









Un amore dimenticato in bagno
Le speranze che alimentano l'amore. Le illusioni
L'inferno esiste solo per chi ne ha paura
Ti amore, cuore mio
Ho conosciuto l'uomo tartaruga
Mi hai fatto venire i brividi a leggere di quel vecchio avvenimento…
Grandi artisti, grandi ideali…nobile causa.
Ciao Ciao
Sì, un gran bel mix di emozioni.