Pulsazioni dolorose di un cuore ancora troppo umano

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La lingua batte dove il dente duole. Ma il dente non duole, per cui, batti pure. Divertiti.
La mente, invece, torna sempre lì. Il resto è una conseguenza naturale.
Ci si prova, durante la giornata si chiacchiera, si cerca di vivere, ma appena si ha un solo secondo libero, il pensiero riaffiora.

Lei, la mente, si riempie di mille pensieri, si affolla. Nessuno di questi è preciso, nessuno identificabile. All’inizio è un accavallarsi di brutti pensieri ma non si riesce ad identificarne bene neanche uno. Man mano che i minuti passano e che la tua sofferenza aumenta, vedi sempre più nitido e chiaro l’oggetto di questo pensiero. E’ sempre il solito. Nessuna novità. Lo senti salire dalla bocca dello stomaco, e fa male.

Respiri a fatica e dal collo in giù, fino all’altezza dello stomaco, ti senti grattare. Sì, grattare, come se qualcuno si sia fottuto la tua anima e si diverta a passarci sopra una grattugia. Non elettrica, magari. No.
La preme sullo stomaco facendo forza con entrambi le mani e gratta fino ad arrivare alla gola, per poi ricominciare.

Riesci a riprenderti la mente per un secondo e gli urli: “Basta!”

Tutto si ferma e ne approfitti per respirare. Devi essere veloce a farlo perché presto si ricomincia. La grattugia ti concede pochi secondi. Poi riparte.
Finalmente riesci ad addormentarti, rimandando tutto a domani.

Sono stanco.

Voglio un cuore che puzza.

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10 Responses to “Pulsazioni dolorose di un cuore ancora troppo umano”


  1. 1 Saamaya

    Quel che hai vissuto ieri è estremamente importante per quel che vivrai domani, con slancio, senza ancoraggi sterili e con l’esperienza di un cuore più fortificato e colorato.

    Puzza (e per poco) il cuore dei cadaveri.

  2. 2 rockyhighwind & seawaves

    forse credo di sapere di cosa parli…
    forse ora so perchè sei passato tra le nuvole che ho raccolto…

    l’immagine di una grattuggia non mi era mai venuta alla mente, ma

    è come
    una sorta caterpillar che ti salta sullo stomaco,
    avanti e indietro,
    una tenaglia che non molla,
    un nodo scorsoio che si stringe,
    un respiro contratto e affannato,
    un crampo maledetto che ti fa impazzire…

    eppure non hai nulla…

    è solo un monopensiero ricorrente all’infinito…
    è la voglia di lei,

    un vortice
    che ti risucchia,
    e non puoi far altro che nuotare con tutte le tue forze,
    per non affogare,
    in quel bicchiere d’acqua
    che sembra più profondo dell’abisso più nero…
    ma è solo l’amore,
    è la vita,
    una lotta infinita,
    che vince ogni volta
    sol chi sa compier quel magico gesto
    dal nome
    ’sorriso’
    :)

    e allora ridi!
    e sorridi
    di te stesso
    e delle tue debolezze,
    come quando inciampi
    nelle stringhe
    dei tuoi sentimenti impigliati

  3. 3 rockyhighwind & seawaves

    …o come quando inciampo io
    negli svarioni ortografici che scrivo…

    ;o)

  4. 4 Frankie Palla

    @Saamaya
    Sai che mi disse la stessa cosa, tempo fa, il Sig. Mengacci durante la preparazione di un risotto al nero si seppia? Mara tritava la cipolla.

    @Rocky
    Nonostante tutto, fortunatamente inciampiamo. Segnali di vita.
    Sono fortemente legato a “Le parole che non ti ho detto…”

  5. 5 Nua

    Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino, ma la gatta non ha lo zampino. Quindi vai pure, gatta. Divertiti.
    Sai, non esistono cuori profumati, però esistono profumi che vanno dritti al cuore. Ti auguro che ti arrivi una sferzata di profumo, uno di questi giorni.

  6. 6 kat

    bisognerebbe imparare a fregarla sta mente maligna. che si mette lì e ti rifila giorno dopo giorno le stesse butte cose, i dubbi, le paure…mai che d’ improvviso ti rimembri la gita della 5 liceo quando sul bus alla partenza (8am) qualcuno tirò fuori il limoncino!!!
    dovremmo sapere che è sadica, e fregarla……invece vince sempre (o quasi) lei.

  7. 7 lindalov

    per questo ho ripreso a fumare e non ho mai smesso di bere.

    L’alternativa sarebbe comprare un pò di acido e tirarlo in faccia a qualcuno che mi fa star male, ma purtroppo non è una gran soluzione.

    Odio chi è felice.

  8. 8 Emma

    Io i cuori li fisso sulla carta nella speranza che, almeno lì, smettano di battere. invece continuano a farlo. Arriverà il giorno che ti abituerai, e non lo sentirai più. O quasi. Fino al prossimo infarto.

  9. 9 Frankie Palla

    @Emma
    Sei bravissima, per cui, continua a disegnarne tanti.

  10. 10 Pupazza

    Cuore. Cuore.

    Il cuore ce l’abbiamo nella testa. Che suona il clacson, ti sorpassa e corre veloce veloce e tu sei costretta a riconrrerlo, a gridare “fermati, maledetto. Ci schianteremo ! “.

    Poi lo schianto, il senso di irrealtà. Camminare su una nuvola …

    E poi il dolore. Forte. Che avvolge il tuo cuore. E tu gli sei a fianco, lo curi, lo conforti, lo sostieni, gli asciughi le lacrime, trattenendo a stento le parole che ti premono sulla lingua … “te l’avevo detto”.

    Cuore.

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