Posto da postino, posto in quel posto

Loneliness

Tony, dopo anni passati a fare concorsi, vinse quel benedetto posto alle poste. Il “post office”. Denver, Colorado, il suo sgabello da impiegato alle poste era lì ad attenderlo. In realtà, non aveva mai partecipato a nessun concorso fuori dai confini italiani, ciò nonostante, non si pose molte domande, preparò la valigia e partì.

Era un bravo ragazzo Tony, neanche più tanto ragazzo ormai. Si trovava a Denver da una settimana, i problemi erano stati fino ad ora peggio di quanto avesse potuto immaginare. La lingua era un ostacolo forte, questo lo aveva messo in conto, era preparato. Ciò che non aveva mai considerato, era la solitudine, il sentirsi solo in una terra non sua. Solo, proprio ora che aveva raggiunto lo sgabello per il quale aveva sgomitato una vita.

Fu proprio questo senso di solitudine a dargli la forza di reagire. Si ricordò di un locale frequentato da alcuni colleghi, che, in più di una occasione lo avevano invitato. Prese la giacca ed uscì.

Torniamo a noi. Torniamo in Italia. Sì, perché è successo che questa storiella curiosa e senza senso si interrompe qua, bruscamente. Tony, stava uscendo per raggiungere i suoi colleghi, mentre Frankie cercava su google un Bar di Denver dove far avvenire l’incontro. E’ stato semplice trovare un bar più o meno adatto, il “Rockbar”. Adesso, serviva soltanto il nome di qualche strada nei pressi del bar da far percorrere al mitico Tony. Interpelliamo  Google Maps:

Rockbar

Ecco, questa piantina mi ha un pò bloccato. Immaginare il povero Tony in queste strade che appaiano tutte stramaledettamente uguali e che, grazie al loro intersecarsi, formano una maglia composta da piccole cellule uscite fuori da un romanzo di Asimov, mi ha messo tristezza.

Tony, solo come un cane a Denver, nella cella numero 7.

Certo, sono città relativamente moderne, in cui tutto è stato possibile pianificare con cura, l’urbanistica raggiunge forse la sua massima espressione, le strade sono studiate per consentire la migliore viabilità possibile, ma tutta questa perfezione sembra snaturalizzare il territorio. Come se tutto fosse stato progettato al computer, con freddezza e facilità che solo una macchina, progettata e guidata da un uomo, riesce ad avere.

Insomma, non me la sento di lasciare Tony in quel posto.

“A proposito, ho uno zio che lavora all’Anas, potrei parlarci se vuoi”
“Grazie! Sarebbe magnifico”
“Tu, cosa sai fare Tony?”
“Niente!”
“Proprio quello che stanno cercando”

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12 Comments to “Posto da postino, posto in quel posto”

  1. Non è che puoi permetterti di lasciare il lettore lì, a metà strada: portaci da qualche parte, ti prego!

  2. Dài, ha ragione Samantha, dacci un finale.

  3. Chiedo venia a Saamaya per l’errore.

  4. devo pensarci un po’, se concedere la grazia…

    chiedo un consulto Costituzionale.

    Frankie… che ne dici?

  5. Uh mammina, povero Tony… Mi fa tenerezza pensarlo tutto solo in uno di quei quadratini! ..per quanto riguarda la gentile concessione, se posso intromettermi.. ricordatevi che “La legge è uguale per tutti ma non sempre lo è la sua applicazione”.. capito?? :D

  6. “Non è che puoi permetterti di lasciare il lettore lì, a metà strada: portaci da qualche parte, ti prego!”

    Vero, vai con la “seconda parte”.

  7. Ma come hai fatto? Voglio dire… in quali anfratti sei andato a pescare?

    Lo trovo geniale! Dentro e fuori dalla storia e dentro e fuori dal narratore in neppure quaranta righe… ma come c..zo ci sei riuscito?

  8. Fantastico Frankie,
    “mi hai fatto preoccupare, mancavi dal post”… disse uno che si preoccupava poco, “ma ti leggo in forma e questo mi fa piacere” e nel dirlo si complimentò per il suo post e per il ritorno,

    a presto
    saluti da altrove

  9. bah….geniale….non saprei.
    ma mi hai portata a fare un bel giro!
    quello sì!

  10. a questo punto della storia potrebbe succedere di tutto! voglio la seconda puntata!

  11. Avete mai compilato il CV online delle Poste? Io non glielo mando mai perché mi stanco dopo il 5° rigo.

    Mi piacerebbe lavorare alle poste per insultare i vecchi e litigare coi clienti che sbraitano “é un’indecenza” perché 3 sportelli su 5 son chiusi.

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