La volontà di distruggere l’oggetto odiato

El Odio

Io ti odio.

L’odio è un sentimento umano che si esprime in una forte avversione o una profonda antipatia. Lo distingue da questi ultimi la volontà di distruggere l’oggetto odiato…

Amore mio, questa definizione mi mette ovviamente in difficoltà. Non posso certo dire di provare una antipatia nei tuoi confronti, figuriamoci una forte avversione. Dunque, non ti odio. Cosi sembrerebbe. Eppure, la volontà chiara e nitida, il desiderio ardente e irrefrenabile di distruggerti, è presente. La volontà di distruggere l’oggetto odiato.

E’ una sorta di gabbia, quella in cui vivo, che mi frena, mi blocca e non mi lascia fare ciò che voglio. E’ un continuo vivere con il freno tirato, è un continuo non vivere. Come cazzo può, un cervello pensante, restare in trappola di illusioni e giochetti di prestigio simili, pur essendo cosciente che il trucco è presente ed altro non è che un gioco di illusioni creato dalla nostra stessa testa.

Signore mio, tu che sei creatore del cielo e della terra, tu che hai plasmasto Eva ed Adamo per poi indurli in tentazione…liberami dal male! Inoltre, visto che ci siamo, il famoso “non ci indurre in tentazioni”, non vorrei essere pignolo, per l’amor di Dio, ma non sta a significare che tu ci induci in tentazione?

Comunque, meglio affrontare un problema per volta. Almeno per ora, meglio focalizzare tutte le proprie energie verso la distruzione dell’oggetto odiato.

Oggetto che un giorno varrà quanto un posacenere con su scritto “Fernet Branca”.

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7 Comments to “La volontà di distruggere l’oggetto odiato”

  1. Una cosa alla volta, appunto.

    L’odio è un altro modo di essere ancora “dentro”. Dentro una relazione, un inghippo, o illusione in cui, però, sei tu a decidere. Sempre. Da distruggere c’è solo quel legame e le ragioni che lo tengono insieme in una rispettabile idea o pensiero. E’ quello l’oggetto da modificare: nell’ordine degli schemi che lo sottendono.

    La fase successiva, seda l’odio e si trasforma, nella migliore delle ipotesi, in conciliazione. Altrimenti, indifferenza. Ma tu sarai uscito dalla gabbia.

  2. ..”ed ho sentito nel silenzio
    una voce dentro me
    e tornan vive troppe cose
    che credevo morte ormai
    e chi ho tanto amato
    dal mare del silenzio
    ritorna come un’onda nei miei occhi
    e quello che mi manca
    nel mare del silenzio
    mi manca sai, molto di più.
    Ci sono cose in un silenzio
    che non m’aspettavo mai,
    vorrei una voce
    ed improvvisamente
    ti accorgi che il silenzio
    ha il volto delle cose che hai perduto..”

  3. Non c’è nulla di può simile all’odio che l’amore.
    Ciao Ciao

    • @Saamaya
      “Dentro una relazione, un inghippo, o illusione in cui, però, sei tu a decidere. Sempre.”
      Non credo si abbia sempre questa facoltà di decidere.
      “Anche la dipendenza è un genere di relazione amore-odio. Nel caso in cui rimanga un elevato grado di intimità sessuale ma con una intimità emozionale degradata o completamente svanita si può parlare di relazione amore-odio. Alcuni hanno osservato, in queste circostanze, che il sentimento totale non si discosta molto da quello provato in una tossicodipendenza.”

      @Wale
      Adoro questa versione

      @Massimo
      Si, spesso viaggiano in parallelo o sono uno derivazione dell’altro. Ovviamente parlando di “odio” nel modo in cui noi lo stiamo trattando, in modo un pò “improprio”, forse.

  4. Non conoscevo questa versione… è bellissima! grazie :D

  5. Eterno dilemma: resistere o scappare ?

  6. siamo sempre in balìa dei sentimenti.

    ma questo è anche il bello.

    Ciao, habibi.

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