Una finestra. Domenica soleggiata. Piccola strada di paese.
Pranzo veloce in un piatto di plastica.
Gruppi di persone, famiglie al completo iniziano a riempire la stradina solitamente deserta. Sono tutti ben vestiti. Li guardo, fumando affacciato alla finestra. Realizzo il perchè di tutte quelle persone per strada appena dopo pranzo.
Non è una domenica qualsiasi, non per tutti. I cimiteri sono stranamente pieni e all’ingresso ci sono carri e carretti di fiori.
Non mi ero reso conto fosse una domenica particolare e comunque non sarebbe cambiato nulla.
Mi piace guardarli passare, immaginare cosa si dicono.
Un giorno lo farò anche io.
Ora, no.
Oggi non posso.
Oggi sono lontano.
Oggi, per tornare a casa, ho bisogno del navigatore.
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Good news?!
02/11/2009 at 17:32
Mi chiedo se, intrapreso un viaggio, si possa mai ritrovare il punto di partenza.
02/11/2009 at 21:19
A volte, anche solo per “trovare casa” serve una patente speciale.
Ben tornata, immancabile penna di resistenza umana.
03/11/2009 at 12:59
Niente da fare! Come dice Saamaya… grande penna!
04/11/2009 at 09:11
io quel giorno faccio come fanno in mexico ad esempio dove fanno il picknick con tutta la famiglia sulle tombi dei cari estinti. noi qui facciamo una specie di aperitivo in piedi e ci raccontiamo gli annedoti più divertenti della persona che non c’è più. e magari scappa anche una risata. la gente lì al cimitero ci guarda sempre con sorpresa ma raramente s’arrabbia. forse perchè vedono l’affetto che ci porta lì e forse anche perchè tutti noi abbiamo bisogno di ricordare i nostri morti in allegria. non si può restare chiusi nel lutto per sempre.
non ti serve nessun navigatore a te.
love mod
05/11/2009 at 11:57
quei luoghi, dove le persone riposano per sempre, non li ho mai capiti proprio bene. credo siano inportanti nel momento dell’ultimo saluto …e poi basta. perchè loro, che non sono più, io li porto con me, nei miei pensieri e nei miei dialoghi (forse) immaginari. a volte ho davvero la sensazione che loro mi vedano, che siano qui e che forse per pudore non si facciano avanti. probabilmente in alcuni casi mi sgriderebbero e/o io sgriderei loro. più sovente invece, credo ci osservino, con compassione e comprensione, tutte le volte che commettiamo uno sbaglio o che siamo giù.
cmq, uno dei saluti più belli, è quello in mare ma non si usa quasi più, credo.
sarà stato un caso… ma domenica ero in mare. il sole, il vento ed i compagni di equipaggio sono stati ottimi. forse sono solo egoista ma credo che loro, che non sono più, sono stati contenti per me… e forse, senza che io me ne accorgessi, sono stati con me.
06/11/2009 at 12:21
quella foto più la guardo più mi mette a disagio.
non mi impressionavo così tanto dall’ultima volta che mi sono visto nudo.
per fortuna non mi lavo molto spesso.