Archive for ottobre, 2009

ottobre 25th, 2009

Disarmonie

Siamo alla pausa caffè ed il collega, con aria complice  m’avvicina:

“Attenzione che hai i calzini spaiati..”

Guardo verso il basso, cerco un possibile difetto all’altezza dei miei piedi ma non noto assolutamente nulla di strano.
“Osserva meglio: un calzino è rosso; l’altro è blu.

Ottavio legge nel mio sguardo qualche cenno di esitazione e insiste dettagliando:

Nulla di male: eri senz’altro distratto o addormentato, stamane e hai sbagliato. “

“Impossibile: nel cassetto del mio comò ce n’è un altro paio, IDENTICI!!!”

ottobre 18th, 2009

L’inferno esiste solo per chi ne ha paura

Era lì.
Stava.
Nemmeno da troppo tempo: solo dagli ultimi 20 anni, passati in un sonno incantato, fermo, distante.

Lo capivi dal pelo: lungo e incolto, sul viso e sulla testa, a ricordare qualche evocativo Santone indiano. Ma no. Nemmeno così.
Non una domanda.

Ora il problema era il linguaggio, l’emissione articolata di fonemi che contemplasse fiato, intenzione e desiderio.
Nulla.

Sguardi nel vuoto.

Eppure sentivo forte l’istinto di “muoverlo“, anche solo per dire CIAO…

L’intuizione fu quella di offrirgli un caffè. Gradì compiaciuto; anzi, come fosse dovuto.

Fu un amore intenso. Durò il tempo di una scrollatina di zucchero nella tazzina.

ottobre 7th, 2009

Posto da postino, posto in quel posto

Loneliness

Tony, dopo anni passati a fare concorsi, vinse quel benedetto posto alle poste. Il “post office”. Denver, Colorado, il suo sgabello da impiegato alle poste era lì ad attenderlo. In realtà, non aveva mai partecipato a nessun concorso fuori dai confini italiani, ciò nonostante, non si pose molte domande, preparò la valigia e partì.

ottobre 5th, 2009

Legalmente proibito vendere acqua minerale – Imbrocchiamola

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“Non c’è trippa per gatti”

Ogni volta che esco di casa leggo l’insegna di questo ristorante. E’ normale chiamare un ristorante di cucina macrobiotica “Non c’è trippa per gatti”?
Fatto sta, che la sera rientro a casa, parcheggio l’auto, e lo sguardo incrocia l’insegna. A dire il vero, oltre l’insegna, incrocia lo sguardo del proprietario, un omone di 46 chili che mi lancia occhiate di sfida. Tutte le volte la stessa scena, un piccolo mezzogiorno di fuoco. La tensione è palpabile. Ha capito sin dal primo giorno, vedendomi, che quel posto macro, ma soprattutto biotico, non è per me.

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