A spezzare “sole, cuore, amore”, arrivò negli anni settanta il movimento “beat”.
“I Giganti”, proponevano di mettere fiori nei cannoni, mentre “Contessa” di Paolo Pietrangeli, veniva urlata in tutti i cortei del ‘68.
Guccini ammazzava Dio, mentre Iannacci, grazie alla sua ironia, sparava a zero su tutti. De Andrè e Rino Gaetano stavano crescendo in fretta.
Negli “States”, si sentiva sempre più forte la voce del vero musicista “beat”, Bob Dylan. Continue reading ‘The Concert for Bangla Desh – George Harrison’









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GILDA
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