La donzelletta vien dalla campagna,
in sul calar del sole,
col suo fascio dell’erba; e reca in mano
un mazzolin di rose e di viole,
onde, siccome suole,
ornare ella si appresta
dimani, al dì di festa, il petto e il crine.
Voci di popolo, narrano, che codesta donzelletta si chiamasse Silvia, era molto bella, nonostante facesse su e giù da questa campagna, dove, tra zappe, falce e martello, si faceva un gran bel mazzo, e non soltanto di fiori.
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